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1. ASSOCIAZIONE No Profit MENO SPRECHI, MENO TASSE      BG

CHI SIAMO: Siamo un gruppo di professionisti e piccoli imprenditori convinti che dobbiamo organizzarci per difendere le nostre attività oppresse da una classe politica capace soltanto di tartassare i cittadini e assolutamente non in grado di ridurre la spesa pubblica, ormai fuori controllo. Abbiamo costituito una associazione senza scopo di lucro denominata MENO SPRECHI, MENO TASSE. L'associazione è aperta a tutti quei contribuenti che non si sentono rappresentati da alcuno dei partiti attualmente sulla scena politica in quanto tutto il sistema è degenerato nel clientelismo e nel voto di scambio. Dobbiamo unire le nostre forze e costringere il Governo di turno a tagliare finalmente gli sprechi per poter finalmente ridurre il carico fiscale. PERCHE' SIAMO ARRABBIATI: I nostri politici invece di aiutare le aziende a superare la difficile crisi economica in atto continuano a sprecare denaro pubblico e introducono a getto continuo nuove imposte (decreto Bersani) nuovi adempimenti (elenco clienti e fornitori, pagamento telematico dei modelli F24). Il costo dei capannoni l'hanno reso deducibile solo per il 70%. Con il disegno di legge finanziaria 2007 è in arrivo un'altra stangata di grandi proporzioni. Il costo della macchina statale è completamente fuori controllo e il suo peso diventa sempre più insostenibile. Per rendere l'idea basti pensare che cinquant'anni fa i nostri politici avevano a disposizione a Roma quattro palazzi. Ora ne occupano ben trentadue. La Regione Sicilia ha alle proprie dipendenze ben 2020 dirigenti, con stipendi che arrivano sino ad 1.553,00 euro al giorno. A Napoli ben 2300 netturbini prendono regolarmente lo stipendio ma da diversi mesi non fanno alcun lavoro in attesa della costituzione di non bene definiti "consorzi". Intanto è stato chiesto l'intervento del Governo per liberare le strade dai rifiuti, con spreco di altri soldi. Nei Ministeri e in molti altri Enti Pubblici avvengono dei veri e propri mercatini abusivi ai quali partecipano tranquillamente molti dipendenti statali (negli orari d'ufficio). Nessuno controlla. Il vice ministro Visco non perde occasione per tuonare contro il popolo della partita iva, fonte di tutti i mali del Paese perché evasore fiscale. Non controlla i mercatini abusivi che avvengono anche giusto due piani sotto il suo ufficio. Da una parte le aziende chiudono perché il carico fiscale si fa sempre più pesante, gli studi di settore in tanti casi danno come risultato un imponibile troppo alto rispetto al risultato reale. Gli adempimenti burocratici continuano ad aumentare (privacy, antiriciclaggio, norme ambientali, legge 626, anticipo delle scadenze di tutte le dichiarazioni. Non si tratta di un problema del solo Governo attuale. Anche quello precedente non ha assolutamente fatto alcun sforzo per ridurre in modo sostanziale gli sprechi. Per spremerci sempre di più si sono messi d'accordo tutti i partiti politici, la triplice sindacale e la grande industria. La piccola e media industria, gli artigiani, i commercianti e i professionisti non vengono neppure consultati. Considerato che le piccole aziende e i professionisti sono oltre 4 milioni e rappresentano la spina dorsale del sistema economico del nostro Paese, dobbiamo organizzarci per difendere le nostre aziende ed il nostro lavoro. Le nostre aziende perdono competitività? I nostri governanti hanno sentenziato che la colpa della crisi è dovuta alla scarsa propensione ad investire degli imprenditori italiani. Uno studio del Censis presentato il14 novembre alla assemblea della Confcommercio ha documentato che il prelievo fiscale e contributivo può arrivare al 76% degli utili. E' colpa degli imprenditori se le aziende fanno poca innovazione? Devono lasciare più risorse alle imprese per metterle nelle condizioni di competere sui mercati esteri. Il disegno della nostra classe politica è ormai chiaro a tutti: lotta accanita tra di loro per avere la gestione di una quantità enorme di denaro pubblico e tempo da dedicare allo sviluppo del Paese quasi zero. Devono lasciare più soldi alle imprese e ai loro dipendenti. Dobbiamo pagare meno tasse tutti. Non deve essere una guerra tra datori di lavoro e lavoratori, Ma tra aziende e loro lavoratori da una parte e classe politica dall'altra. Deve essere il mercato a premiare le aziende meglio organizzate. Non devono essere i politici a gestire 22 miliardi di euro di incentivi alle imprese. I soldi vanno lasciati sempre di più a quelli che li hanno guadagnati, a quelli che hanno già dimostrato capacità e intraprendenza. Lo Stato deve finirla di dare incentivi ai finti imprenditori che prendono i versamenti a fondo perduto e poi chiudono tutto. L'ostacolo maggiore è rappresentato dal clientelismo che si è venuto a creare intorno allo Stato assistenziale. Il prof. Gianfranco Miglio lo diceva già 10 anni fa: ci sono due Italie, da una parte coloro i quali si attendono tutto dalla protezione politica e dai cosiddetti trasferimenti (cioè dalla spartizione e redistribuzione delle risorse estorte ai restanti cittadini) dall'altra coloro che si ostinano invece a produrre ricchezza, confidando di poterne salvare e godere almeno una parte. I primi vivono sulle spalle dei secondi. Da allora le cose sono cambiate, ma in peggio. Le aziende ora pagano molto di più ma i nostri politici si sono superati e ora sprecano molto di più sia in termini reali che in termini percentuali. QUALI SCOPI ABBIAMO: Scopo dell'associazione è l'analisi della spesa pubblica, al fine della sua riduzione e razionalizzazione. La modernizzazione delle istituzioni. Lo studio delle iniquità fiscali. Il tutto come premessa per giungere allo scopo finale rappresentato dalla riduzione del carico fiscale e del conseguente arresto del calo di competitività delle imprese e del decadimento economico, sociale e civile del Paese. COSA INTENDIAMO FARE: Abbiamo alcuni obiettivi minimi da portare avanti con decisione: · ABOLIZIONE DELL'IRAP. E' assurdo che una imposta venga calcolata anche sui costi del personale, sugli interessi passivi, sulle perdite su crediti. Casi limite di una imposta iniqua: risultato economico di una Spa prima delle imposte 100.000,00 euro., accantonamento imposte dirette considerando che l'Irap si calcola anche sul costo dei 44 dipendenti: 100.000,00 euro. utile netto: zero. Percentuale di tassazione 100%! - · ABOLIZIONE DI TUTTI GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE in quanto pesano sul bilancio dello Stato per ben 22 miliardi di euro ma non producono alcun sviluppo. Dovevano servire a far decollare il Meridione ma se dopo 50 anni siamo ancora al punto di partenza dovrebbero dirci dove vanno a finire i nostri soldi. - ELIMINAZIONE DEGLI SPRECHI sprechi nel settore spesa pubblica. Licenziamento dei dipendenti statali lazzaroni e/o assenteisti. - RIDUZIONE SOSTANZIOSA DEI COMPENSI AI PARLAMENTARI ed ai manager di stato che non meritano (vedi Alitalia). Eliminazione di tutti gli automatismi che procurano aumenti dei loro compensi. - ELIMINAZIONE DEI CONTRIBUTI AI PARTITI POLITICI. Se uno vuole far parte di un partito politico si auto tassa come facciamo noi. - ELIMINAZIONE DEI CONTRIBUTI AI GIORNALI DI PARTITO - CHIUSURA DEGLI ENTI INUTILI - Prima di tutto eliminazione delle Province. Accorpamento dei comuni di minori dimensioni. - CONTROLLO DEI CARICHI DI LAVORO E DELLA PRODUTTIVITA' DI OGNI COLLABORATORE STATALE e di tutti gli altri Enti che bruciano denaro pubblico. Ad esempio: cosa fanno i 24 mila dipendenti della Banca d'Italia? Chi ha pagato per gli scandali Parmalat, Cirio, Giacomelli, Finpart? - ASSUNZIONI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Dovrebbero avvenire quando sono indispensabili per assicurare un servizio pubblico. Troppo spesso avviene l'inverso: per alimentare il peggior clientelismo politico si parte dai lavoratori da "sistemare" poi si inventano le mansioni più fantasiose e inutili. - I nostri politici devono smetterla di insultarci, di chiamarci evasori fiscali per preparare il terreno per nuove stangate fiscali. Noi non difendiamo gli evasori. L'evasione rappresenta una forma di concorrenza sleale nei confronti dei contribuenti onesti. Del resto sappiamo anche che se non ci svegliamo, più paghiamo e i nostri politici sperpereranno sempre di più. Pagare meno tasse si può. Senza trovate miracolose, solamente eliminando gli sprechi e il clientelismo dei partiti politici. La rivolta fiscale non nasce da una sorta di egoismo antisociale, bensì in difesa della società nel suo complesso, una società spogliata delle proprie risorse, ostacolata nelle proprie iniziative da una burocrazia costruita con oltre duecentomila leggi e da una miriade di regolamenti, privata delle proprie autonomie. - Cambiare si può. Dobbiamo crederci. Dobbiamo essere bravi ad unire le nostre forze e la nostra rabbia contro la burocrazia parassita. Dobbiamo abbandonare la pazienza che ormai sconfina nella rassegnazione, nel pessimismo e nell'apatia. - Dobbiamo liberarci della schiavitù fiscale per ricominciare a progettare il nostro futuro. - I disastri che hanno creato sono spaventosi. Non solo hanno sperperato montagne di denaro pubblico rappresentato dalle tasse che abbiamo versato, ma sono andati oltre e hanno creato disavanzi nei bilanci statali di tali entità che ormai si fa fatica a comprenderne la dimensione. Ricordiamoci che il buco effettivo nei conti pubblici è circa il doppio di quello che dicono, infatti anche il bilancio dell'Inps è completamente falso: nelle passività non hanno inserito i debiti verso i lavoratori che hanno versato i contributi per tutta la loro vita lavorativa, calcolati applicando le tavole attuariali di mortalità e sopravvivenza. Questi prenderanno la pensione solo se ci saranno dei giovani lavoratori che verseranno altri contributi: le casse sono vuote, i contributi versati non sono stati investiti in beni durevoli, ma sono serviti per pagare altre pensioni. Questo si chiama falso in bilancio. Questa è la gestione dell'Inps sotto la regia dei sindacati. E adesso vogliono prendersi anche il TFR dei dipendenti che si trova nella disponibilità delle Ditte! - Nonostante tutto noi siamo dei grandi ottimisti. Dobbiamo farcela, Dobbiamo mettere a posto i conti pubblici. Nonostante decenni di schiavitù fiscale abbiamo ancora tanta voglia di fare, di lavorare, di far crescere le nostre aziende e le nostre attività. Non dobbiamo però perdere altro tempo: le nostre aziende non possono più competere sui mercati internazionali con una palla al piede così pesante. Le tasse e i contributi devono diminuire e di molto. Altro che nuove stangate! Altro che Paese impazzito! - Dobbiamo procurare un radicale cambiamento per lasciare ai nostri figli un Paese più efficiente e più competitivo. Non lo facciamo per guadagnare o fare carriera politica. Noi vogliamo andare avanti con le nostre attività. - Dobbiamo essere una spina nel fianco per qualsiasi Governo. Dobbiamo essere autonomi e non portatori degli interessi di alcun partito politico. Dobbiamo difendere le nostre aziende per difendere il nostro lavoro. In un periodo di crisi economica come questo non possiamo mantenere un apparato pubblico elefantiaco ed inefficiente come quello in vigore. - Deve essere chiaro a tutti che lavoriamo per uno Stato meno sprecone, nell'interesse di tutti i cittadini che vogliono più equità. - Più lavoro produttivo e meno burocrazia. Più lavoratori onesti e meno parassiti. E' un dovere di tutte le persone oneste appoggiare il comitato "Meno Sprechi, Meno Tasse".
http://www.bastasprechi.org
2. API      BO

Associazione piccole e medie industrie della provincia di bologna.
http://www.api.bo.it
3. ASSINDUSTRIA BOLOGNA      BO

Associazione di Confindustria.
http://www.assibo.it
4. CNA Regionale Emilia Romagna      BO

Confederazione Nazionale dell'artigianato e della Piccola e Media Impresa.
http://www.er.cna.it
5. FEDERCHIMICA - PLASTICSEUROPE ITALIA      MI


http://www.plastica.it

   

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